Ritrovare sé stessi, con gentilezza e profondità.
La terapia è un luogo dove ciò che è rimasto sospeso può finalmente trovare movimento.
Un modo di lavorare che unisce profondità, chiarezza e presenza
Il mio approccio nasce dall’incontro tra la psicoterapia sistemico‑relazionale, l’EMDR, la neuropsicologia clinica e la mindfulness.
Sono prospettive diverse, ma condividono un intento comune: comprendere la persona nella sua interezza, nella sua storia, nelle sue relazioni, nel suo modo unico di stare al mondo.
Credo in una terapia essenziale, rispettosa, capace di accogliere la complessità senza appesantirla.
Uno spazio dove poter guardare ciò che fa male, ma anche ciò che può trasformarsi.
La prospettiva sistemico‑relazionale
Ogni storia personale è intrecciata a quelle degli altri.
La prospettiva sistemica permette di osservare i legami, i ruoli, le dinamiche che ci hanno formato e che, a volte, continuano a condizionarci senza che ce ne accorgiamo.
In terapia esploriamo:
– come si sono costruiti i tuoi modi di stare in relazione
– quali schemi si ripetono
– quali parti di te chiedono spazio, cura o confini più chiari
Non per cercare colpe, ma per ritrovare movimento, possibilità, libertà.